EU LAW

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19.9.10

AIUTI UMANITARI (dal Blog di Beppe Grillo)

La chiamano "aid industry". Sono gli aiuti umanitari delle nazioni ricche a quelle povere, pari a 130 miliardi di euro all'anno. Una montagna di soldi che si dovrebbe tradurre in cibo, ponti, strade, edifici,scuole, ospedali. In principio un'ottima cosa, in pratica un po' meno, per le promesse di spesa non mantenute, per i risultati, per la mancanza di coordinamento internazionale.
Se si scorre la classifica dei Paesi che ricevono gli aiuti, il primo è l'Iraq con 9,9 miliardi di dollari all'anno, segue l'Afghanistan con 4,9 miliardi, l'Etiopia con 3,3, la Palestina e il Vietnam con 2,6. Iraq e Afghanistan sono stati distrutti dalle nazioni donatrici guidate dagli Stati Uniti. La Palestina è sotto il tallone di Israele, alleato degli Stati Uniti, il Vietnam fu bombardato in modo così intensivo dagli americani e dai loro alleati che in seguito, per celebrarne il ricordo, fu prodotto il film "Apocalypse now". I primi due Paesi "donatori" sono, caso del destino, proprio i "bombardatori": Stati Uniti con 23,9 miliardi di dollari e Gran Bretagna con 7,4. Distruzione e Ricostruzione.
E' un meccanismo perfetto in quattro passi. Primo passo: si occupa il territorio e ci si impadronisce delle sue risorse. Secondo passo: si sviluppano così le industrie degli armamenti e si protegge il proprio sistema economico (ad esempio con il petrolio iracheno e con nuove basi militari in zone strategiche). Terzo passo: si aumenta il PIL del proprio Paese con la produzione di beni necessari inviati alla nazione distrutta (gli Stati Uniti vincolano i propri aiuti al fatto che almeno la metà di prodotti e servizi siano americani). Quarto: con gli aiuti si rafforza il nuovo governo "amico" insediato nel Paese a scapito delle opposizioni (di solito definite "organizzazioni terroristiche"). Un modello economico perfetto che crea la domanda attraverso la distruzione del Paese e l'offerta con la sua ricostruzione.
L'Italia ha fatto promesse su promesse per fondi umanitari, poi disattese. Ha però investito in armamenti, 131 Caccia Bombardieri dagli Usa per 15 miliardi di euro. Va considerato un investimento per il futuro, per il nostro PIL, per la Confindustria, non una spesa. Investire sulla distruzione conviene due volte.

2.8.09

I LOSCHI AFFARI

CHIEDO SCUSA… MA LO SAPEVATE CHE…..
Chiedo scusa se non parlo di ingorghi autostradali estivi, Enalotto, Grande Fratello, influenza suina e Schumacher che torna a guidare in F1. Non parlo di queste cose perché confesso di non essere aggiornato sulle “attualità” più importanti…. Ve ne chiedo umilmente venia….
Forse sarà colpa dell’afa estiva, ma io voglio invece parlare di caccia bombardieri. Mi piace approfondire il discorso sull’aviazione…. da guerra.
Un “terremoto” di indignazione, un coro di proteste. É quello che la società civile italiana dovrebbe porre in essere (se fosse debitamente informata e responsabilmente consapevole degli “affari” veramente importanti posti in essere dai nostri “governanti”) dopo che l’8 aprile 2009 le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al
«Programma pluriennale relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter JSF»,
il faraonico progetto che il Governo italiano intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 caccia-bombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative.Costo stimato: circa 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026.
(tredici miliardi di euro = oltre 25000 miliardi di vecchie lire!).
A ciò va aggiunta la realizzazione sul suolo nazionale, a Cameri (Novara) di un centro europeo per la produzione, manutenzione, revisione, riparazione e modifica dei velivoli italiani ed olandesi: costo di 605,5 milioni di euro. E va aggiunto, anche, un altro miliardo di euro già investito per la fase di sviluppo del progetto. I cacciabombardieri JSF (meglio conosciuti come F-35) sono aerei d’attacco capaci di portare, se serve, anche ordigni atomici e che costituiranno la nuova linea tattica di Aeronautica e Marina nella prima metà di questo secolo. E che ci costeranno un salasso.Un progetto talmente faraonico che perfino il sottosegretario di Stato per la difesa, Guido Crossetto, ha dovuto ammettere «che il finanziamento potrà avvenire attraverso risorse contenute nello stato di previsione del Ministero della Difesa o verosimilmente attraverso fondi allocati in altre poste di bilancio esterne a quello della Difesa».
Ecco il testo integrale (Atto pubblico della Repubblica Italiana)
COMMISSIONE PARLAMENTARE DIFESA
Programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2009, relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter e realizzazione dell'associata linea FACO/MRO&U (Final assembly and check out/Maintenance, repair, overhaul&upgrade) nazionale. (Atto n. 65).
PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE
La IV Commissione Difesa, esaminato il programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2009, relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter e realizzazione dell'associata linea FACO/MRO&U (Final assembly and check out/Maintenance, repair, overhaul&upgrade) nazionale; premesso che:
nel corso della XV legislatura, l'Italia ha sottoscritto un apposito Memorandum relativo alla partecipazione alla fase del Programma JSF (PSFD), sul quale la Commissione Difesa è ora chiamata ad esprimere il proprio parere;
la predetta fase riguarda l'acquisto di 131 velivoli con i relativi equipaggiamenti e supporti nonché la realizzazione, presso l'aeroporto militare di Cameri (Novara), di una linea di assemblaggio finale e di verifica (FACO) per i velivoli destinati ai Paesi europei, destinata successivamente a trasformarsi in un centro di manutenzione, revisione, riparazione e modifica; considerato che, come emerge dalla documentazione trasmessa dal Governo e dagli ulteriori elementi di informazione resi da quest'ultimo: a) la citata acquisizione consentirà di garantire il mantenimento nel tempo di capacità operative essenziali per lo strumento militare, posto che l'Aeronautica militare necessita di sostituire 250 velivoli e la Marina militare ha l'esigenza di sostituire 18 Harrier AV8B-Plus a decollo verticale, che saranno eliminati gradualmente a partire dal 2014; b) il presente programma permetterà altresì di incrementare il patrimonio di conoscenze nazionali in materia di nuove tecnologie, offrendo un significativo impulso anche alla crescita dell'occupazione nell'industria, in quanto, da un lato, l'Italia diverrà il centro di riferimento per le attività di manutenzione, riparazione e aggiornamento dei velivoli JSF che operano nel bacino europeo e del Mediterraneo e, dall'altro lato, il consistente impegno nazionale nel programma favorirà nel corso del tempo il costante rilascio di informazioni, come dimostra sia la disponibilità data all'Italia dal Governo statunitense di partecipare ad un'attività altamente classificata come l'Initial Operational Test and Evaluation del sistema JSF sia la recente ammissione alla fase di Development Test and Evaluation di alcuni ingegneri sperimentatori del Reparto Sperimentale di Volo dell'Aeronautica militare; c) la scelta della località di Cameri è stata determinata sia dalla richiesta del Governo statunitense di realizzare, per ragioni di sicurezza, la linea di assemblaggio finale e di verifica su un'area militare, sia in base a criteri di competenza tecnica, ottimizzazione delle risorse, posto che nella citata area erano stati già realizzati investimenti per costituire il 1o Reparto Manutenzione Velivoli per le linee dei velivoli Tornado ed EF2000;d) il programma in esame e la costruzione della base di Cameri hanno una durata stimata in 18 anni (2009-2026) e richiederanno un finanziamento quantificato, rispettivamente, in 16,6 miliardi di dollari e in 775 milioni di dollari, a cui si farà fronte attraverso risorse già individuate nell'ambito delle disponibilità dello stato di previsione del Ministero della difesa nonché attingendo ad altre fonti di finanziamento, quali ad esempio il «Fondo per la realizzazione di programmi di investimento pluriennale per esigenza di difesa nazionale, anche derivante da accordi internazionali», che saranno opportunamente modulate; e) non è ravvisabile una sovrapposizione tra programma JSF e programma Eurofighter né dal punto di vista produttivo, né sotto il profilo operativo, in quanto, da un lato, l'inizio della produzione dei velivoli JSF dovrebbe coincidere con il termine della produzione dei velivoli Eurofighter, dall'altro lato, il velivolo oggetto del programma in esame presenta caratteristiche tali che lo rendono adatto ad una maggiore articolazione di impieghi rispetto all'Eurofighter; f) il principio del best value su cui si basa il programma JSF - ossia il principio in virtù del quale i fornitori sono individuati dalle ditte capocommesse in regime di competizione e di verifica delle prestazioni, anziché in funzione della partecipazione al programma di ciascun paese - è temperato da accordi sia governativi sia industriali, per favorire i quali il Ministero della difesa monitorerà e supporterà il livello della partecipazione al programma dell'industria nazionale; g) l'ammontare dei contratti già firmati dalle industrie nazionali, pari a circa 188 milioni di dollari risulta coerente con l'attuale fase di sviluppo del programma ed è destinato a crescere notevolmente nel prossimo futuro per effetto dell'evoluzione del programma stesso e dell'ulteriore impulso alla capacità negoziale del nostro paese che potrà essere fornito proprio dall'approvazione del presente programma, tanto che, secondo stime elaborate dall'industria, a prescindere dall'indotto, i lavoratori direttamente impiegati nel programma ammonterebbero a circa diecimila;
tenuto conto comunque della particolare complessità del programma in oggetto, la cui completa realizzazione richiede un notevole periodo di tempo nel corso del quale potrebbero verosimilmente verificarsi scostamenti, anche significativi, rispetto alle previsioni effettuate; ravvisata pertanto l'esigenza che la Commissione Difesa, nel corso del tempo, sia resa edotta dal Governo circa l'effettiva evoluzione del programma in esame;
esprime :
- PARERE FAVOREVOLE con la seguente condizione:
il Governo renda comunicazioni alla Commissione Difesa, con cadenza annuale, e in ogni caso in cui si manifestino scostamenti significativi rispetto alle previsioni effettuate, in ordine all'evoluzione del programma in oggetto, con particolare riguardo ai tempi di realizzazione del programma stesso, alla dinamica dei costi e delle ricadute produttive e occupazionali per l'industria nazionale.

Con una velocità inusuale e sconvolgente il Senato prima e la Camera dei Deputati poi, hanno dato l’8 aprile 2009 il via libera al governo per l’acquisto di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter al costo di 12,9 miliardi di euro, spalmati fino al 2026 completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico iniziale e approntamento delle basi operative (4 aeroporti, una portaerei e la realizzazione a Cameri, in provincia di Novara, di un centro europeo di manutenzione, revisione, riparazione e modifica dei velivoli italiani e olandesi), al costo di 605,5 milioni di euro, da consegnare entro il 2012.Il provvedimento, arrivato in parlamento il 10 marzo 2009, annunciato in aula e trasmesso alle Commissioni di merito una settimana dopo, ha avuto il disco verde in meno di tre settimane: un record alla luce della tempistica a cui siamo abituatiAl Senato ci sono state ben due sedute, con un dibattito durato meno di due ore complessive, dove sono intervenuti 6 Senatori, compreso il relatore. Alla Camera è andata leggermente meglio visto che le sedute sono state tre per una durata complessiva di quasi due ore e mezza. Sembra incredibile, ma è la realtà:
in piena crisi economica, con un dibattito durato al massimo due ore e mezza si è dato il via libera a un provvedimento che di base ci costerà 13,5 miliardi di euro, ma il cui conto finale, come tutti sanno, sarà molto più alto. L’esito del voto quasi scontato: il PdL e la Lega hanno votato a favore, il PD non ha preso parte alle votazioni sia per alcune perplessità sull’atto del governo sia perché non è stata accolta la sua richiesta di ascoltare in audizione Finmeccanica, Alenia, Avio spa, le federazioni sindacali ed esperti di relazioni internazionali. Al Senato, dove ci sono state le dichiarazioni di voto, non risulta quella dell’Italia dei Valori. Nei due pareri favorevoli ci sono alcune condizioni, legate principalmente alla richiesta al governo di garanzie sui ritorni industriali nonché legati alla ricerca per il nostro Paese.Tutta questa fretta è alquanto preoccupante, principalmente perché abbiamo dinnanzi a noi, a distanza di pochi mesi, alcune scelte che potrebbero cambiare notevolmente lo scenario di acquisto di questi aerei.La prima è quella del Nuovo Modello di Difesa italiano. Infatti la crisi economica ha portato il Consiglio Superiore di Difesa, presieduto dal Capo dello Stato a decidere di raccordare gli impegni dei nostri militari con le risorse economiche disponibili. Per questo, nella seduta del 29 gennaio 2009, su proposta del ministro della Difesa Ignazio La Russa, è stata istituita la “Commissione di alta consulenza e studio per la ridefinizione complessiva del sistema di difesa e sicurezza nazionale”. Tale Commissione si è riunita per la prima volta il primo aprile scorso, impegnandosi a presentare i risultati del proprio lavoro entro il 31 luglio. Non era corretto aspettare l’esito di questa Commissione per decidere se per il futuro Modello di Difesa ci occorrano 131 cacciabombardieri?La seconda riguarda invece il paese di origine del progetto, cioè gli Stati Uniti. Il nuovo Presidente Barack Obama ha deciso di rivedere le spese per la Difesa eliminando i sistemi d’arma da guerra fredda che non si usano. Per molti analisti una voce da ridimensionare già nel budget per il prossimo anno fiscale, che negli Stati Uniti inizia il primo ottobre, potrebbe essere proprio quella relativa ai Joint Strike Fighter, certo non per abolirlo, ma sicuramente per ridimensionarlo. Se questo avvenisse, è inutile dirlo, i costi lieviterebbero a dismisura. Ovviamente questo preoccupa fortemente l’industria militare americana e in particolare la Lockheed Martin, capo commessa del progetto. Forse è da cercare proprio qui la causa di tanta fretta da parte del nostro governo di andare negli USA a firmare il contratto di produzione, e di conseguenza a vincolarsi a questo progetto senza poterne più uscire, salvo pagare penali come sempre meno convenienti dell’adesione stessa.La conferma che questo progetto è un salto nel buio è arrivata dal nuovo rapporto del marzo 2009 del GAO (Government Accountability Office) che è il corrispettivo della nostra Corte dei Conti e che sta seguendo passo dopo passo il progetto del JSF. Il GAO è fortemente scettico sul progetto, criticando principalmente le pressioni esercitate dal Dipartimento della Difesa (DoD) e dalle imprese appaltatrici affinché la fase di sviluppo dell’aviogetto fosse portata a conclusione prima che le più importanti tecnologie fossero divenute mature, iniziando così i test costruttivi dell’aereo prima che i progetti divenissero definitivi e iniziando la fase di produzione prima che i test in volo dimostrassero che l’aereo fosse realmente pronto, con il forte rischio di scoprire eventuali difetti a posteriori, quando correggerli sarà estremamente complicato e costoso. A conferma di ciò la decisione di anticipare l’acquisizione del 15% del totale dei velivoli, cioè 360 aerei, testando solo il 17% delle capacità dell’F-35 in volo, per lasciare tutto il resto alle simulazioni di laboratorio.Un’ulteriore critica riguarda i costi; nel report viene infatti sottolineato come, da una parte, nei primi nove anni del progetto essi sono aumentati dell’80% e continueranno a lievitare, e dall’altra come questi stessi costi aumenteranno secondo due differenti stime, l’una di 2,4 miliardi e l’altra di 7,4 miliardi di dollari. La prima stima, 2,4 miliardi di dollari, viene fatta dallo stesso ufficio amministrativo del JSF e deriva principalmente dall’estensione di un anno del programma di sviluppo JSF; mentre la seconda, 7,4 miliardi di dollari, è frutto di un’investigazione indipendente del DoD che prevede l’estensione del programma di ben 3 anni. Secondo questa ultima stima i costi di sviluppo complessivi aumenteranno rispetto le stime iniziali di 51,8 miliardi di dollari portando il costo complessivo del programma a un ammontare superiore ai 300 miliardi di dollari e il costo unitario dei caccia a una somma di ben 142 milioni di dollari. È opportuno ricordare che nel report dell’anno passato (Marzo 2008) il GAO aveva già segnalato un aumento di ben 23 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente.Il GAO sottolinea inoltre come il Dipartimento della Difesa americano non abbia ancora un’esatta idea dei possibili costi unitari degli aviogetti. A conferma di questa ipotesi, l’ultimo piano di acquisizione dei caccia da parte del DoD prevede altri 360 nuovi aviogetti prodotti sulla base di contratti a rimborso dei costi (al prezzo di 158 milioni di dollari per velivolo) e non a prezzi fissi come era stato previsto nei piani ufficiali del JSF.Ma perplessità arrivano anche dalla Corte dei Conti olandese, che nel criticare il forte incremento dei costi del progetto afferma che, da un lato, è impossibile calcolare il costo reale di un singolo aereo e dall’altro, visto l’elevato costo della partecipazione delle aziende olandesi al programma di sviluppo del JSF, sarebbe tuttavia più economico l’acquisto diretto.Sulla base di queste preoccupazioni i vari organismi di controllo dei paesi partner hanno stabilito di ritrovarsi ogni sei mesi per verificare l’andamento del progetto. A queste riunioni non risulta abbia mai partecipato la Corte dei Conti italiana.Il progetto è faraonico, si tratta di un sistema d’arma di 5^ generazione, essendo il Joint Strike Fighter (JSF) un aereo da combattimento monomotore, monoposto, in grado di operare alla velocità del suono, ma con velocità di crociera subsonica. È ottimizzato per il ruolo aria terra (quindi per l’attacco) e ha due stive interne per le bombe che possono essere anche di tipo nucleare. È un velivolo di tipo stealth, cioè a bassa rilevabilità da parte dei sistemi radar e di altri sensori e sarà sviluppato in tre versioni: Conventional Take Off and Landing, a decollo e atterraggio convenzionali; Carrier Variant, per appontaggio su portaerei tradizionali dotate di catapulta e Short Take Off and Vertical Landing, a decollo corto e atterraggio verticale per portaerei. L’aereo avrà la capacità di operare come parte integrante di un “Sistem of sistems”, cioè un “Sistema dei sistemi” ovvero una combinazione data da combattimento, raccolta di intelligence, sorveglianza dei teatri e delle aree circostanti, ecc. che interagiscono con i sensori terrestri e aeroportuali.Capofila del progetto sono gli Stati Uniti e vi partecipano altri 8 paesi: Regno Unito al primo livello, Italia e Olanda al secondo livello, Turchia, Canada, Australia Norvegia e Danimarca al terzo livello. La ditta capo commessa è l’americana Lokheed Martin Aero. La ditta italiana maggiormente coinvolta è l’Alenia Aeronautica che partecipa allo sviluppo e alla produzione “second source” dell’ala; sono poi coinvolte in modo minore un’altra ventina di aziende. Alla fine del 2006 ha volato il primo dei 23 prototipi previsti, il prossimo anno si passerà alla costruzione per arrivare al primo volo nel 2012; la produzione poi dovrebbe proseguire fino al 2026 per un totale di 3.200 aerei (2.500 per gli USA e 700 per i partner).In Italia si è iniziato a parlare del progetto nel 1996 con il ministro della Difesa Beniamino Andreatta (primo governo Prodi); il 23 dicembre del 1998 (governo D’Alema) è stato firmato il Memorandum of Agreement per la fase concettuale-dimostrativa con un investimento di 10 milioni di dollari; nel giugno 2002 (secondo governo Berlusconi), dopo l’approvazione delle commissioni Difesa di camera e senato è stata confermata la partecipazione alla fase di sviluppo. Sull’andamento del progetto è stato informato il parlamento a fine luglio 2004 e il 16 gennaio 2007 (secondo Governo Prodi) c’è stato uno specifico stanziamento iniziale di 903 milioni di dollari (in gran parte destinato a finanziare le fase di ricerca e di progettazione della Alenia-Finmeccanica).
(COME VEDETE QUANDO SI TRATTA DI ESSERE SUDDITI DELLE MULTINAZIONALI DELLA GUERRA, TUTTI SI TOLGONO IL CAPPELLO… - n.d.r.)
L’aereo assolve un ampio ventaglio delle funzioni operative dell’aeronautica militare e della marina militare, e andrà a sostituire sia gli AV-B della componente imbarcata della marina che gli AM-X e i Tornado della componente aeronautica. Quindi il programma prevede l’acquisizione di 69 velivoli nella variante CTOL a decollo e atterraggio convenzionali e 62 in quella STOVL a decollo corto e atterraggio verticale.Fin qui le promesse faraoniche di industriali, militari e politici, anche se non abbiamo ancora parlato di costi globali, perché sembra che nessuno sappia realmente quanto verrà a costare alla fine ogni singolo aereo.È notorio sin dalla nascita del progetto che l’allargamento ai partner, specialmente quelli europei, serviva da un lato per coprire i forti costi di sviluppo e produzione, dall’altro per tarpare le ali all’industria europea della difesa che specialmente con il progetto dell’Eurofighter stava prendendo piede nel mercato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, la terza tranche di produzione dell’Eurofighter il programma del caccia europeo, prodotto da Italia, Gran Bretagna, Germania e Spagna sarà ridimensionata. Dei 236 aerei previsti ne verranno prodotti solo la metà; per il resto si vedrà. L’Italia, che ne doveva acquistare 46 da aggiungere ai 75 delle prime due tranche, ne prenderà solo 21.Secondo la Difesa nella struttura industriale si creeranno circa 600 posti di lavoro (nella fase di picco), più una spinta occupazionale nelle aziende locali e nazionali quantificata in circa 10.000 posti di lavoro. Una cifra sicuramente esagerata, se si pensa che in Italia l’industria a produzione militare nel 2008 ha dato occupazione a 26.395 persone. È più realistica l’ipotesi delle parti sociali che parlano di 200 occupati più altri 800 nell’indotto. In realtà, molti saranno di fatto solo ricollocazioni di chi perderà il posto di lavoro per i tagli all’Eurofighter. In questo settore, bisogna tener presente che alti sono i profitti dell’industria militare, anche perché garantiti dai governi, ma basse sono le ricadute occupazionali in base ai soldi investiti. In Europa nel settore industriale militare tra il 1993 e il 2003 sono stati cancellati 750.000 posti passando da 1.552.000 occupati a 772.000. Se il nostro Paese investisse la stessa cifra destinata al JSF nel settore delle fonti rinnovabili, oltre a diminuire la dipendenza dal petrolio e aumentare la qualità della nostra vita, creerebbe dai 116.000 ai 203.000 posti di lavoro. Il terzo motivo di apertura ai partner europei è sicuramente strategico. Infatti il JSF è integrato in un sistema di Command & Control US (network centric) e non avendo noi i codici sorgenti che permettono di modificare i nostri aeroplani o integrare i nostri armamenti ci mettiamo automaticamente sotto il controllo del Pentagono con una discreta perdita di sovranità.La conferma viene dalla recente notizia secondo cui gli Stati Uniti hanno negato a Israele l’accesso al sistema dei computer che regolano i Joint Strike Fighter. Infatti il governo israeliano che ha deciso l’acquisizione di 75 caccia F-35, per circa 20 miliardi di dollari, ha chiesto di accedere ai computer del programma per poter riparare in tempi reali eventuali guasti all’interno del sistema che regolano gli aerei, poiché sarebbe impossibile spedire un computer a riparare negli Stati Uniti nel pieno di una guerra. Ma gli americani che non vogliono mettere nelle mani delle forze armate israeliana la tecnologia usata per costruire i modernissimi stealth, preferiscono dotare gli alleati di una serie di computer di scorta. Il Governo israeliano si sta intanto informando alla Boeing sui nuovi F-15 Silent Eagle, una nuova configurazione degli F-15 già in dotazione all'aeronautica israeliana. Se non cedono a Israele, anche se è solo un acquirente, l’accesso al sistema informatico, figuriamoci se lo concedono all’Italia.Le domande aperte su questo progetto sono talmente tante che resta difficile capire quale sia la spinta ad accelerare i tempi di firma del contratto di produzione.Con l’obiettivo di raccordare gli impegni militari con le risorse economiche disponibili, i vertici della Difesa hanno calcolato la diminuzione delle esercitazioni e della manutenzione dei mezzi in base ai tagli apportati all’esercizio, nel 2009 l’Aeronautica potrà effettuare circa 30.000 ore di volo a fronte delle 90.000 previsionali del 2008. La situazione di manutenzione dei mezzi e dei sistemi d’arma complessi sarà ad un livello di efficienza: per l’anno 2009 al 45%-65%; per gli anni 2010-2011 al 20%-30%; dall’anno 2012 prossimo allo 0%. Ha un senso investire in stratosferici sistemi d’arma se poi non si ha la certezza di poterli fare volare perché mancano i fondi per il carburante o per i pezzi di ricambio?Arrivare a parlare poi del JSF come di una occasione anticrisi ci sembra leggermente esagerato. Infatti per il ritorno occupazionale si parla di 1/10 rispetto alle previsioni. Infatti la partecipazione al progetto si basa sul principio competitivo “bet value”, cioè senza prevedere ritorni industriali garantiti. Tanto che Finmeccanica ha parlato di ritorni industriali alla data di approvazione del recente parere di meno di 150 milioni di dollari, sui 1.028 prospettati dal governo per la fase di pre-industrializzazione. Senza avere poi, come abbiamo visto, quel passaggio di know how sperato. Ci vantiamo tanto di essere europeisti, allora perché aderiamo a un progetto che tra le sue finalità ha quello di ridimensionare l’industria aeronautica europea? Le cose sono due, o il GAO dice il falso, o il JSF rischia di essere un prodotto inefficace con dei costi spropositati; in ogni caso, perché firmare l’acquisto sapendo che andiamo incontro a quella che rischia di essere una colossale fregatura? C’è poi da ultimo la questione del rispetto del dettato Costituzionale, considerando che all’articolo 11 “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Allora viene da chiedersi: chi dobbiamo andare a bombardare con il JSF?
La possibilità di ripensarci ancora c’è.
La Norvegia, il 30 marzo 2009 ha sospeso fino al 2012 la sua partecipazione al programma del JSF. Noi chiediamo al Governo italiano di non procedere con la firma di un contratto che equivale a un assegno in bianco. Per questo la Rete Disarmo (www.disarmo.org) e la campagna Sbilanciamoci (www.sbilanciamoci.org) lanciano una campagna di pressione verso il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinché converta questa inutile spesa in finanziamenti per la ricostruzione delle zone terremotate, per le fonti energetiche rinnovabili, per la ricerca e per affrontare la crisi economica.

(RICERCA E FONTI : RETE WEB)


ANCORA UN PO’ DI PAZIENZA….
LEGGETE QUESTO ARTICOLETTO SUI NOTI PROVVEDIMENTI APPROVATI A BREVE E LUNGO TERMINE (ENTRO IL 2032) PER LA RICOSTRUZIONE DELL’ABRUZZO TERREMOTATO. VI PREGO DI SOFFERMARVI SULLE PAROLE E LE CIFRE DA ME SOTTOLINEATE.
24/06/2009
Con 261 voti favorevoli, 226 contrari e 9 astenuti, ieri pomeriggio la Camera ha approvato in via definitiva la legge di conversione del DL 39/2009 recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo. Il testo è identico a quello approvato dal Senato.
Riepiloghiamo i principali contenuti della legge:
- contributo del 100% a fondo perduto per riparare o ricostruire la prima casa o per acquistarne una nuova in sostituzione di quella distrutta dal sisma;
- contributi per le imprese per la ricostruzione o la riparazione di immobili non abitativi distrutti o danneggiati;
- indennizzi per le strutture adibite ad attività sociali, ricreative, sportive e religiose;- contributo fino a 10mila euro per la riparazione di danni di lieve entità;
- contributi per la ricostruzione delle seconde case dei residenti, mentre per i non residenti, ci sarà un contributo, legato al reddito, per la ricostruzione o la riparazione di immobili di interesse storico-artistico o ambientale-paesaggistico;
- subentro dello Stato nel pagamento dei mutui per le prime case distrutte dal sisma, fino a 150.000 euro;
- istituzione di un Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;
- piano di interventi per l’edilizia scolastica e universitaria;
- ricostruzione delle infrastrutture viarie e ferroviarie;
- ripianificazione dei territori comunali nei 49 comuni del cratere sismico;
- spostamento all’Aquila del G8 e completamento delle opere a La Maddalena.
Per la ricostruzione, il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) stanzierà tra 2 e 4 miliardi di euro dal Fondo strategico per il Paese e 408,5 milioni dal Fondo per le infrastrutture.
Tra le misure di carattere generale, ricordiamo l’entrata in vigore dal 1° luglio 2009 delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni.
È prevista inoltre l’istituzione, dal 2010, di un Fondo per la prevenzione del rischio sismico con una dotazione di 965 milioni di euro fino al 2016 di cui 44 per il primo anno.
Il Servizio Studi della Camera ha indicato un costo totale delle misure per il 2009 di 1.152,5 milioni di euro.
La copertura finanziaria per il 2009 arriverà dal taglio del bonus famiglia (300 milioni), dalla riduzione della spesa farmaceutica (380 milioni) e dalle maggiori entrate da giochi come il Gratta e vinci e le lotterie (472,5 milioni). Il resto dei finanziamenti, con modalità ancora da definire, è previsto fino al 2032.


FATE ORA UN CONFRONTO CON LE CIFRE STANZIATE ENTRO IL 2026 PER IL PROGETTO MILITARE DEI CACCIA BOMBARDIERI.
Vi faccio notare e vi ricordo che per il 2009 stiamo togliendo risorse dal “bonus famiglia” e dalla “spesa farmaceutica” per racimolare 1.152 milioni di Euro (1,152 miliardi di Euro) per aiutare i terremotati d’Abruzzo. Per gli anni successivi le modalità di finanziamento sono “da definire”…. Il piano di ricostruzione prevedere tempi di realizzazione fino all’anno 2032.
Per il solo piano militare “Joint Strike Fighter” si prevede una spesa di ALMENO 13 miliardi di Euro (13.000 milioni di Euro !!!!!!) entro il 2026.
TUTTO QUESTO IO NON L’HO LETTO IN NESSUN PIANO PROGRAMMATICO PRE-ELETTORALE DI NESSUN GOVERNO…
Per la portaerei multiruolo CAVOUR (già varata senza troppa pubblicità nel 2004 ed entrata in servizio il 10 Giugno 2009) sono stati stanziati e spesi allegramente 1,5 miliardi di Euro, più di quanto si fa fatica a “racimolare” per gli aiuti urgenti per l’Abruzzo.
RIFLETTIAMO, GENTE……. RIFLETTIAMO.
Qui si gioca il nostro vero ruolo di uomini e di cittadini.
….MA FORSE E’ MEGLIO SE TORNA SCHUMACHER E VINCE CON LA FERRARI !!

ITALIA ARMATA

Non voglio farvi perdere troppo tempo, ma vi prego di leggere quanto segue…
Sarei felice se poi nella vostra mente nascesse spontaneamente un pensiero, un VOSTRO pensiero personalissimo; non proposto da me o da chiunque altro.
Sarei felice se questo pensiero ritornasse spontaneamente alla vostra mente ogni volta che udirete in TV o leggerete sui giornali le solite parole dei politici (a qualunque partito o governo appartengano) che vi parleranno senz’altro di scelte democratiche, di pubblico interesse, di buon governo, di libere elezioni…
Sarei felice se questi VOSTRI pensieri calassero dalla VOSTRA mente al VOSTRO cuore e provocassero una CONVERSIONE definitiva della VOSTRA mentalità e del vostro sentire, una TRASFORMAZIONE LIBERATORIA, la nascita (o il rafforzamento) di un personale ed intimo SPIRITO CRITICO che sia sempre all’erta, pronto ad individuare, GIUDICARE, CONDANNARE e RESPINGERE ciò che costituisce un MALVAGIO INTERESSE PRIVATO, ma che ci viene invece proposto (e imposto) come un UTILE E IRRINUNCIABILE BENE PUBBLICO.
Secondo me non è vero che “non bisogna giudicare se non si vuole essere giudicati”.
Io ho la mia personale linea di condotta e mi dico “ACQUISISCI LA TUA LIBERTA’ DI COSCIENZA E DI GIUDIZIO E POI GIUDICA E SCEGLI, SE NON VUOI ESSERE GIUDICATO E SOPRAFFATTO. Non delegare ad altri le azioni e le decisioni della TUA vita”.
L’unico modo che abbiamo per vincere coloro che ci opprimono e ci controllano, è il saperli riconoscere, per poi quanto meno BOICOTTARE le loro idee, i loro metodi, i loro sistemi, i loro “prodotti”, le loro false “democrazie”.

Recenti notizie (quasi oscurate dai media ufficiali):
Da “FAMIGLIA CRISTIANA”:
“…per le famiglie i soldi non ci sono mai, ma si trovano per i caccia militari di ultima generazione che costano 12 miliardi di euro, il prezzo della ricostruzione in Abruzzo o anche il denaro necessario per introdurre il quoziente familiare, un sistema fiscale piu' equo per le famiglie, su cui pare sia calata una pietra tombale. E i soldi si trovano anche per acquistare due superaerei spia, da schierare nella base siciliana di Sigonella, per una spesa pari a 280 milioni cadauno. Al grande supermarket delle armi non si hanno remore nello spendere denaro pubblico. Eppure, tutti sanno che i soldi sono pochi. Il problema e' dove vengono spesi''.

Dati Sipri: nel 2008 l'Italia ottava per spese militari e nell'export di armi
Giorgio Beretta
Fonte: Unimondo - 09 giugno 2009
Con 40,6 miliardi di dollari in valori correnti l'Italia mantiene anche nel 2008 l'ottavo posto nel mondo per spese militari: lo si apprende dal Sipri Yearbook 2009, l'annuale rapporto reso noto ieri dall'autorevole Istituto di ricerche di Stoccolma. L'incremento del budget militare nazionale è dell'1,8%, ma il costo sociale per ogni italiano è molto più alto perchè la spesa pro-capite del nostro paese è di 689 dollari, una delle maggiori al mondo, e per il quinto anno consecutivo supera di gran lunga quella Germania (568 dollari) e da vari anni anche quella di altri paesi del G8 come Russia (413 dollari) e Giappone (361 dollari).
L'Italia ricopre il 2,8% della spesa militare mondiale che vede gli Stati Uniti stabilmente al primo posto con una spesa di 607 miliardi di dollari (il 41,5% del totale mondiale), seguita per la prima volta dal dopoguerra dalla Cina - i cui dati "stimati" riportano un incremento del 10% e si aggirano sugli 84,9 miliardi di dollari (il 5,8% del totale) e quindi dalla Francia che con 65,7 miliardi di dollari (il 4,5% del totale) nel 2008 supera per spese militari la Gran Bretagna (65,3 miliardi pari al 4,5%) seguita dalla Russia che riporta valori "stimati" di 58,6 miliardi di dollari pari al 4% del budget militare mondiale. Seguono quindi la Germania (46,8 miliardi di dollari che ricoprono il 3,2% del totale), il Giappone (46,3 miliardi pari al 3,2%), l'Italia (40,6 miliardi pari al 2,8% mondiale), l'Arabia Saudita (38,2 miliardi pari al 2,6%) e completa la top ten l'India con 30 miliardi di dollari (il 2,1%).
Nel complesso - riporta il Sipri - nonostante la crisi finanziaria internazionale la spesa militare nel mondo è cresciuta in un anno del 4%, raggiungendo nel 2008 i 1.464 miliardi di dollari in valori correnti (oltre 1000 miliardi di euro), ovvero i 1.226 miliardi in valori costanti (era di 1.214 miliardi in valori costanti nel 2007) raggiungendo così la nuova cifra record dagli fine degli anni della Guerra Fredda. Solo nell'ultimo decennio l'incremento è stato del 45% e la spesa militare corrisponde oggi al 2,4% del Prodotto interno lordo mondiale e costa in un anno 217 dollari per ogni abitante del pianeta. La differenza tra le diverse regioni geopolitiche del mondo è ovviamente ampia: a fronte di una spesa militare complessiva dei paesi del Nord America di oltre 564 miliardi di dollari quella dell'America Centrale e del Sud non raggiunge i 39 miliardi; una cifra che è comunque superiore rispetto a quella di tutta l'Africa - che nell'ultimo decennio riporta un incremento del 40% - dove nell'insieme è di circa 20,4 miliardi di dollari. L'Oceania è il continente con minor spesa militare (16,6 miliardi), mentre l'Asia sfiora i 190 miliardi di dollari di cui 157 miliardi sono spesi dai Paesi dell'Asia Orientale. Le spese del continente europeo (320 miliardi di dollari) sono suddivise in oltre 277 miliardi per il paesi dell'Europa occidentale e centrale e 43,6 miliardi di dollari per l'Europa Orientale che -secondo il Sipri - è nell'ultimo decennio la zona con maggior incremento del budget militare (più 174%) seguita dai paesi del Nord Africa (più 94%) e del Nord America (più 66%), mentre il Medio Oriente presenta un aumento del 56%. Per quanto riguarda i singoli paesi va segnalato che tra il 2007 e il 2008 il budget militare dell'Iraq è cresciuto del 133%.
A parte l'Europa occidentale e centrale, dal 1999 tutte le regioni del mondo hanno visto "significativi incrementi" della spesa militare - riporta il Sipri. "Durante gli otto anni della presidenza di George W. Bush, la spesa militare è aumentata a livelli che non si registravano dalla Seconda Guerra Mondiale soprattutto per i costi dei conflitti in Afghanistan e Iraq: un incremento che ha contribuito all'impennata del deficit del bilancio Usa. I due conflitti sono stati sovvenzionati con provvedimenti supplementari d'emergenza fuori dal regolare budget e sono stati finanziati attraverso prestiti" - segnala il Sipri. "L'impiego di fondi supplementari ha sollevato preoccupazioni circa la trasparenza e i controlli del Congresso. I due conflitti - conclude il Sipri - continueranno, nel prossimo futuro, a richiedere ingenti risorse anche a fronte di un possibile ritiro delle truppe Usa dall'Iraq". Nel complesso le guerre in Afghanistan e in Iraq sono costate agli Stati Uniti circa 903 miliardi di dollari.
IL COMMERCIO INTERNAZIONALE DI ARMAMENTI
Per quanto riguarda il commercio internazionale di armamenti, nonostante una flessione nell'ultimo anno che - secondo il Sipri "Trend-indicator value" ha visto i trasferimenti internazionali passare dai quasi 25,4 miliardi di dollari (in valori costanti) del 2007 a meno di 22,7 miliardi del 2008 - "dal 2005 si registra un trend di incremento nelle consegne dei maggiori sistemi di armamento convenzionale". Va però notato che il "valore finanziario" è molto superiore: si tratta nel 2007 di oltre 51,1 miliardi di dollari e le cifre - avverte il Sipri - sono al ribasso in quanto non comprendono le esportazioni della Cina e di altri importanti paesi esportatori che non rendono noti i loro dati. La media del quinquennio 2004-8 è comunque superiore del 21% rispetto al quinquennio 2000-4 e Stati Uniti (31% del totale) e Russia (25%) rimangono i principali esportatori di armamenti seguiti da Germania (10%), Francia (8%) e Gran Bretagna (4%). Questi cinque paesi ricoprono quasi l'80% del volume di trasferimenti di armi, sono stati i primi cinque esportatori mondiali di armi sin dalla fine della Guerra Fredda e nell'insieme hanno mantenuto i 3/4 dell'export annuale di armamenti.
Tra i maggiori importatori di armamenti convenzionali, la Cina con l'11% del totale è il principale acquirente mondiale del quinquennio 2004-8, seguita dall'India (7% del totale), Emirati Arabi Uniti (6%), Corea del Sud (6%) e Grecia (4%). Il principale fornitore della Cina rimane la Russia ma - nota il Sipri - le consegne russe si sono "ridotte fortemente" nel 2007 e 2008 in quanto "la Cina ha impiegato il proprio accesso alle tecnologie russe per sviluppare armamenti in proprio, in taluni casi copiandoli illegalmente da componenti di fabbricazione russa: i due paesi hanno sottoscritto nel 2008 un accordo di proprietà intellettuale specifico per sistemi militari".
Il Sipri Arms Transfers Database segnala nel quinquennio 2004-8 esportazioni di sistemi militari convenzionali dagli Stati Uniti per un valore di oltre 34,9 miliardi di dollari (in valori costanti), seguiti dalla Russia (28,5 miliardi), Germania (11,5 miliardi), Francia (9,6 miliardi), Gran Bretagna (5,1 miliardi), Olanda (3,8 miliardi) e Italia (2,8 miliardi). Nel 2008 l'Italia sarebbe superata dalla Spagna ma va ricordato che il database del Sipri è in costante aggiornamento e - come riporta il Rapporto della Presidenza del Consiglio - nel 2008 l'Italia ha effettuato consegne di armamenti ad uso militare per un valore complessivo di quasi 1,8 miliardi di euro (vedi tabella in .pdf), un record dall'entrata in vigore della legge 185 che dal 1990 regolamenta la materia.
I PRINCIPALI PRODUTTORI DI ARMAMENTI
In generale la produzione globale di armamenti ha continuato ad aumentare nel 2007 quando le vendite delle cento principali aziende del settore hanno raggiunto i 347 miliardi di dollari registrando un incremento del 11% in valori nominali: dal 2002 queste aziende hanno incrementato le proprie vendite del 37%. Tra queste cento, 44 sono aziende negli Stati Uniti e nel 2007 hanno assunto il 61% delle vendite (nazionali e internazionali) di armamenti mentre le 32 maggiori industrie dell'Europa occidentale hanno rilevato il 31% della produzione e le industrie di Russia, Giappone, Israele e India hanno assunto il rimanente 8%.
Nel 2007 le dieci principali aziende produttrici di armamenti - escludendo quelle cinesi - risultano la Boeing con vendite di armamenti per quasi 30,5 miliardi di dollari, seguita dalla britannica BAE Systems (29,9 miliardi), e quindi dalle statunitensi Lockheed Martin (29,4 miliardi), Northrop Grumman (24,6 miliardi), General Dynamics (21,5 miliardi) e Raytheon (19,5 miliardi). Al settimo posto è segnalata l'europea EADS (13,1 miliardi) seguita dall'americana L-3 Communications, dall'italiana Finmeccanica e dalla francese Thales (9,3 miliardi).
L'azienda italiana Finmeccanica, grazie al sostegno del Ministerio dell'Economia che ne è il principale azionista, da diversi anni occupa un posto nella "top ten" delle aziende produttrici di armi e anche nel 2007, con oltre 9,8 miliardi di vendite, mantiene il nono posto nel mondo. Ma soprattutto è segnalata dal Sipri per l'acquisizione nel 2008 dell'azienda americana di elettronica militare DRS Technologies: un'operazione del valore di 5,2 miliardi di dollari che rappresenta la prima e principale acquisizione di una compagnia militare americana da parte di una ditta dell'Europa continentale.
Altri importanti capitoli del Sipri Yearbook sono dedicati alla sicurezza internazionale - al cui riguardo l'Istituto di Stoccolma nota che "il 2008 ha visto un incremento delle minaccia alla sicurezza, alla stabilità e alla pace in quasi ogni parte del globo", al problema delle vittime dei conflitti e in particolare agli sfollati e rifugiati, del controllo del commercio di armamenti - in cui una parte è dedicata al recente 'Trattato per la messa al bando delle bombe a grappolo' ("cluster bomb"), alla proliferazione di armamenti nucleari e agli embargo internazionali di armamenti.
Giorgio Beretta
*Le cifre del commercio internazionale di armamenti sono riviste annualmente dal Sipri e, proprio per i continui aggiornamenti apportati al Arms Trasfer Database, i dati riguardanti i diversi anni non sempre coincidono con quelli offerti precedentemente dal suddetto Database e riportati in precedenti nostri articoli.

Niente crisi per i mercanti di armi
Più 4% nel 2008, più 45% in dieci anni. Un commercio che vede anche l'Italia ai primi posti e a cui ogni cittadino contribuisce con 689 dollari l'anno
Fonte: La Stampa - 08 giugno 2009
La crisi economica vi ha colpito pesantemente? Entrate nel business che non conosce stallo: il commercio di armi. Come ogni anno da Stoccolma il Sipri, l'istituto internazionale di ricerca per la pace, la più autorevole fonte internazionale nel campo del monitoraggio sul sistema degli armamenti, ci offre una panoramica su un settore dell'economia internazionale tanto fiorente quanto poco vantato e pubblicizzato, almeno al di fuori delle riviste specializzate. Intanto il dato globale, che è eccellente: nel 2008 le spese militari nel mondo sono cresciute del 4%, raggiungendo 1.464 miliardi di dollari, ovvero oltre 900 miliardi di euro, pari al 2,4% del pil globale e a 217 dollari a persona. E anche se la crisi in realtà, ha un po' inciso anche sui profitti delle aziende che lavorano nel sttore della "difesa", resta la bella sicurezza di operare in un ramo dove nel medio periodo, dieci anni, l'aumento del volume d'affari è stato del 45%. Tanto più che, secondo il Sipri, dal 2002 il valore delle armi è cresciuto del 37%. Come per ogni altro settore industriale ci sono delle eccellenze e delle congiunture particolarmente favorevoli. Ad esempio: «Durante gli otto anni della presidenza di George W. Bush la spesa militare è aumentata a livelli che non si registravano dalla Seconda guerra mondiale: questo periodo ha dato continuità all'industria delle armi, che si era consolidata già nei primi anni Novanta». Gli Usa del resto primeggiano tanto come produttori - il 66% delle industrie di armamenti sono americane - quanto come consumatori, detenendo il primo posto al mondo per le spese militari con 607 miliardi di dollari nel 2008. L'Europa si deve accontentare del 31% della produzione e sente il fiato sul collo di new entry più recenti ma già agguerrite come Russia, Giappone, Israele e India. Fra i mercati emergenti più promettenti spicca la Cina che, sempre nell'anno passato, ha speso 85 miliardi di dollari per la difesa, in un'ascesa apparentemente inarrestabile: più194% nel periodo 1999-2008 . Seguita dalla Francia che, grandeur oblige, ne ha spesi 65 e dalla Russia che ha dedicato al settore 58 miliardi. L'Italia, con i suoi 40 miliardi, che comunque gravano su ogni cittadino italiano nella misura di 689 dollari annui pro capite data la relativa scarsità della popolazione, si colloca solo all'ottavo posto di questa speciale classifica e pesa appena per il 2,8% sulle spese mondiali per la difesa. Però, si sta impegnando per fare di più: il budget militare è aumentato dell’1,8% rispetto al 2007. Un cliente eccezionale - e seguendo le cronache non stupisce più di tanto - è l'Iraq, dove il budget militare è cresciuto del 133% rispetto al 2007. La "guerra al terrore", del resto, è un bel volano. Insieme, le guerre in Afghanistan e in Iraq sono costate agli Stati Uniti 903 miliardi di dollari. Non manca un grido d'allarme. Se, scoraggiate dalla crisi, le nazioni del mondo virassero durante l'anno in corso al pacifismo e riducessero le spese militari per risollevare i bilanci - così pare voglia fare l'Italia, imitata da Lituania, Serbia, Spagna, Svezia e Lettonia - le industrie che producono armi potrebbero affrontare un brusco calo della domanda. Ne resterebbe danneggiato anche il nostro Paese che detiene l'ottavo posto anche come produttore e che ha tra le compagnie di spicco Finmeccanica, al nono posto nella classifica ’Top 100’ dei produttori, con armi vendute per un totale di 9,8 miliardi di dollari e un profitto di 713 milioni di dollari. Ma consola a questo proposito sapere che Cina e Russia hanno triplicato le spese dal 1999 e Corea del Sud, Arabia Saudita e Stati Uniti hanno avuto un aumento del 50%. Segnali incoraggianti anche dall'America Latina dove le spese militari sono aumentate del 50% nell’ultimo decennio, «spinte dalla corsa intrapresa dal Brasile per ottenere lo status di potenza regionale e la scalata delle spese in Colombia legate al suo conflitto». Scriveva Marinetti: Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo..

Ora vi chiedo di andare a visitare (una sola occhiata che vi farà stringere il cuore) l’home-page di questo sito (cliccate sul link sottostante):
http://www.lealidellavita.com/
Come questo ve ne sono decine. Sono centinaia, migliaia i casi di gente che soffre per malattie (in questo caso bambini !) che per curarsi deve appellarsi alla carità e alla solidarietà di tutti (e meno male che qualcosa ne viene fuori !). Le pubbliche istituzioni sono qui quasi del tutto latitanti. Loro finanziano (con i nostri soldi) la produzione e l’acquisto di caccia militari, missili, portaerei, “missioni di pace”.
Io ho già espresso sopra la mia personalissima libera opinione e il mio conseguente libero modo di agire, che qualcuno potrà (liberamente) definire “anarchico”.
Nasce in voi ora quel VOSTRO spontaneo ed intimo pensiero a cui accennavo all’inizio ?
Abbiate la fede, la forza, la memoria, la libertà e il coraggio di farvelo tornare alla mente ogni volta che sarete chiamati a scegliere coloro che hanno la faccia così tosta (e le mani così sporche) da proporsi per condurre la “cosa pubblica” con i risultati e le oggettive conseguenze che abbiamo letto e verificato qui sopra.
So di non dire niente di nuovo affermando che è importante agire sempre secondo CONOSCENZA, COSCIENZA E QUELLA LIBERTA’ DI GIUDIZIO CHE CI SIAMO CONQUISTATI .
OGNI POPOLO (e forse ogni uomo) HA IL BENESSERE, LA LIBERTA’ E IL GOVERNO CHE SI MERITA.

29.12.08

SESSANTA ANNI

20-12-2008
SOGNO DI COMPLEANNO
20-12-1948 – Sera – ore 8,00
Piansi a lungo, quella sera.
Un’insolita alba da occidente
aveva aperto i miei occhi.
Piansi, risvegliato dal sonno consueto
che mi cullava dal sempre dei tempi.
Poi mi abituai alla luce.
Ci si abitua presto al calore
del mondo, degli affetti, dei sorrisi.
Gli occhi s’ aprono e vedono intorno
immagini, emozioni, vita nuova.
E la vita ci accompagna benigna.
Ci illumina con quel sole mattutino
che riscalda e coccola
l’inizio di questa breve giornata.
Ho alzato spesso gli occhi verso il mio sole
nell’infuocato mezzogiorno,
per orientare i miei passi
e per pregarlo di mostrarmi a lungo
i dolci volti dei miei cari compagni di viaggio.
Qui, ora, stasera so che da oriente
s’avvicina un insolito tramonto.
Ne sento già il calore e ne vedo la luce.
Luce radente che illumina i sentieri
che sono alle mie spalle.
Se mi volto indietro
vedo la mia strana ombra lunga
e una traccia di passi,
orme calcate con felice meraviglia,
sempre in buona compagnia.

21.9.08

Parole di libertà: DAL VANGELO ESSENO DELLA PACE

E Gesù sedette fra loro e disse: - In verità vi dico, nessuno può essere felice se non rispetta la legge.
E gli altri risposero: - Noi tutti rispettiamo le leggi di Mosè, di colui che ci ha dato le leggi, così come sono scritte nelle sacre scritture.
E Gesù rispose: - Non cercate le leggi nelle vostre scritture, perchè la legge è vita, mentre le scritture sono morte. In verità vi dico che Mosè non ha ricevuto da Dio le leggi scritte, ma dalla Sua viva voce. La legge è parola vivente del Dio vivo per gli uomini vivi. La legge è scritta in tutto ciò che è vita. Voi la trovate nell'erba, tra gli alberi, nel fiume, sulle montagne, tra gli uccelli che volano nel cielo, tra i pesci che nuotano nel mare. Ma cercatela sopratutto in voi stessi. In verità vi dico: tutte le cose viventi sono più vicine a Dio più di quanto non lo siano le scritture che sono senza vita. Dio fece la vita e tutte cose viventi affinché insegnino all'uomo, attraverso la parola eterna, le leggi del vero Dio. Dio non scrisse le leggi sulle pagine dei libri, ma nel vostro cuore e nel vostro spirito. Esse sono nel vostro respiro, nel vostro sangue, nelle vostre ossa... Esse sono presenti nell'aria, nell'acqua, nella terra, nelle piante, nei raggi del sole, negli abissi e sulle vette. Tutto vi parla in modo che voi possiate capire la legge, la lingua e la volontà del Dio vivente... In verità vi dico, le scritture sono opera dell'uomo, ma la vita è opera di Dio. Perchè dunque non ascoltare le parole di Dio che sono scritte nelle sue opere ? E perchè dunque studiate le scritture morte che sono opera delle mani degli uomini ?
(The Essene Gospel of Peace - traduzione del manoscritto in lingua aramaica - terzo secolo d.C.)

31.3.08

MA CHI L'HA DETTO ?

Ma chi l’ha detto che le regole importanti e fondamentali che disciplinano le relazioni interpersonali, sociali e internazionali debbano essere scritte e governate dalla politica? Chi l’ha detto ? La storia ?
Si fa così perché si è sempre fatto così…. per tradizione ?
Ma chi l’ha detto che l’agire secondo onestà, solidarietà, reciproco rispetto e costruttiva collaborazione debba essere materia controllata e regolamentata secondo la logica dei politici ?
Proprio a costoro devono fare capo tali compiti ? Proprio a chi basa la propria ideologia sulla divisione, sulla contrapposizione di interessi e di programmi ?
Proprio i partiti devono esercitare il loro nefasto potere sulla struttura della società ?
Lo sapete che l’etimologia di “partito” si collega al significato di “diviso, separato, contrapposto” ? I partiti sono divenuti puri centri di potere lobbystico, quando non propriamente personale.
Ma chi l’ha detto che non sia possibile cambiare un sistema di regole che ormai da secoli dimostra di essere causa di disgraziate vicende ?
E’ possibile trovare altri metodi per regolare il nostro vivere.
Si potrebbe abbracciare ciecamente il credo religioso.
Si potrebbe tenere la “contabilità” dei rapporti sociali basandosi sulle regole dell’economia pura.
Si potrebbe lasciare che ognuno eserciti liberamente il potere selettivo della propria naturale personalità.
Ne risulterebbe, rispettivamente, una società sempre oppressa da un potere fanatico e integralista, da una ottusa e dannosa “religione del PIL” o da dispotiche tirannie che la storia ci ha fatto più volte conoscere.

Io credo invece che si possa pensare, concepire e realizzare una rete di relazioni interpersonali, economiche e sociali basate su una effettiva e democratica cooperazione. Semplicemente azzerando la fede nella politica e costruendo la vita di ognuno con i mattoni della piena coscienza e responsabilità.
Utopia ?
La maggior parte delle idee utopiche sono ritenute tali non perché sono irrealizzabili, ma solo per il fatto che il realizzarle costa fatica e predisposizione al mutamento..
L’utopia non è l’irrealizzabile, ma l’irrealizzato.

18.11.07

IN FILA PER TRE ... (EDOARDO BENNATO)

In fila per tre

Presto vieni qui
ma su non fare cosi'
ma non li vedi quanti altri bambini
che sono tutti come te
che stanno in fila per tre
che sono bravi e che non piangono mai
e' il primo giorno pero'
domani ti abituerai
e ti sembrera' una cosa normale
fare la fila per tre
risponder sempre di sì
e comportarti da persona civile.
Vi insegnero' la morale
a recitar le preghiere
e ad amar la patria e la bandiera
noi siamo un popolo di eroi
e di grandi inventori
e discendiamo dagli antichi romani
e questa stufa che c'e'
e basta appena per me
percio' smettetela di protestare
e non fate rumore
e quando arriva il direttore
tutti in piedi e battete le mani.
Sei già abbastanza grande
sei già abbastanza forte
ora farò di te un vero uomo
t'insegnerò a sparare
t'insegnerò l'onore
t'insegnerò ad ammazzare i cattivi
e sempre in fila per tre
marciate tutti con me
e ricordatevi i libri di storia
noi siamo i buoni perciò
abbiamo sempre ragione
andiamo dritti verso la gloria.
Ora sei un uomo e devi cooperare
mettiti in fila e torna a lavorare
e se fai il bravo ti faremo avere
un posto fisso e la promozione
e poi ricordati che devi conservare
l'integrita' del nucleo familiare
firma il contratto e non farti pregare
se vuoi far parte delle persone serie.
Ora che sei padrone delle tue azioni
ora che sai prendere tutte le decisioni
ora che sei in grado di fare le tue scelte
ed hai davanti a te tutte le strade aperte
prendi la strada giusta e non sgarrare
se no poi te ne facciamo pentire
mettiti in fila e non ti allarmare
perche' ognuno avra' la sua giusta razione.
A qualche cosa devi pur rinunciare
in cambio di tutta la liberta'
che ti abbiamo fatto avere
percio' adesso non recriminare
mettiti in fila e torna a lavorare
e se proprio non trovi niente da fare
non fare la vittima se ti devi sacrificare
perche' in nome del progesso della nazione
in fondo in fondo puoi sempre emigrare.

(Edoardo Bennato)

16.11.07

FACCIAMO UN PO' DI ORDINE

Seguo le vicende politiche, le mosse strategiche e tattiche di quei grigi personaggi che siedono sulle poltrone del parlamento e del governo.
Sono lì e con sfrontata arroganza difendono posizioni e trincee che sono state loro assegnate dai rispettivi partiti e/o dalle cosche della mafia, che ormai ha tentacolarmente invaso tutti i settori della nostra societa'.
Banche, Industrie, Enti pubblici e privati, Sanita', Partiti e perfino la Chiesa sono ormai in una posizione di ATTORI MAFIOSI oppure (non se ne scappa) di VITTIME della mafia. La mafia è una zona grigia che si concretizza ovunque e poi sfuma intorno alle strutture e alle istituzioni che gestiscono e controllano la nostra vita di cittadini.

Chi non vede e non tiene conto di tutto ciò è un cieco, oppure uno stupido, oppure un mafioso.

Ogni giorno ci viene propinato uno spettacolo teatrale della vita sociale. Sul palcoscenico si muovono quei grigi personaggi di cui parlavo all'inizio. Essi organizzano per noi spettacoli coinvolgenti. Ci parlano di democrazia, di liberta', di ideali, di morale, di religione. L'idealismo è la nobile toga con cui i signori della politica avvolgono la propria ansia di potere, come affermo' Aldous Huxley. Attraverso abili imbonitori operanti a tutto campo (esponenti di partito, giornalisti, giocatori di calcio, veline, cardinali, uomini di scienza e di cabaret, pubblicitari, professori…) ci viene proposto (anzi, imposto) il modello della nostra vita.
I mass-media sono strumenti della loro orchestra e le nostre orecchie sentono solo quella musica.

Eppure la maggior parte di noi è "gente normale", senza altra colpa se non quella di dare ormai troppo retta a chi ci dice come bisogna vivere, in cosa bisogna credere, cosa bisogna fare. Nessuno è piu’ schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo. Siamo gente buona che e' stata messa "in fila".
A questo proposito (proprio per cambiare un po' la musica) consiglio di ascoltare una canzoncina di Edoardo Bennato che si intitola “In fila per tre” e che secondo me porta con intelligenza la nostra triste realtà sul gradevole filo di orecchiabili note e allegre rimette.
Cosa bisogna fare quindi per uscire dal teatro ?

Ognuno di noi puo’ decidere in piena coscienza e responsabilita' se vivere:
- nel GREGGE, ossia totalmente intruppato e sottomesso al "pastore" e ai suoi "cani", senza alcuna liberta' decisionale. Il gregge e' governato dal bastone e vi impera una certa "apatia" imposta e interessata.
- nel BRANCO, ossia quale elemento piu' o meno attivo in un gruppo ove c'e' un capo e una gerarchia che cambia in seguito alla competitività e alle lotte interne. Il branco e' governato con una "bandiera", con ideali comuni ed esclusivi (degli altri) e quasi sempre è la paura che aggrega i membri che lo compongono. Ogni bandiera è causa di divione e violenza.
- quale INDIVIDUO che coraggiosamente rende conto delle proprie libere azioni a tutti gli altri individui, assumendosi sempre oneri e responsabilità senza giustificarsi con l'appartenenza a qualsivoglia partito, religione o movimento. L'individuo e' governato dall'intelligenza, dal cuore e dal livello di libertà che ha raggiunto.

Essere individui liberi e’ un diritto.
Essere cittadini è un obbligo, un dovere che dobbiamo imparare.
E’ un lavoro duro: ci vuole una vita. E’ un lavoro individuale, una strada singolare, dove possono essere impresse solo le orme di chi ha “scelto” il proprio sentiero.
Per quanto mi riguarda ritengo fondamentale l’applicazione di un aforisma del Mahatma Gandhi (le buone idee non hanno bisogno di tante paole per essere espresse):

IL NOSTRO CONTRIBUTO AL PROGRESSO DEL MONDO DEVE CONSISTERE PRINCIPALMENTE NEL METTERE ORDINE NELLA NOSTRA MENTE, NELLA NOSTRA FAMIGLIA E NELLA NOSTRA CASA.
T. TORTORELLI

16.7.07

FORZA ! DIAMOGLI IL VOTO !

Ho letto sul Corriere della Sera un articolo che riporta le linee generali di un "corpus" di norme sulla vendita di prodotti alimentari e sulle relative frodi. Riporto qui di seguito questo articolo. Leggetelo anche voi e poi ditemi se in Parlamento siede gente che serve il cittadino o non invece i grandi gruppi e il potere economico.
FORZA ! CONTINUATE A VOTARLI !!

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La depenalizzazione nella bozza del Codice di sicurezza alimentare
Vendere cibi adulterati non sarà più reato
Le nuove norme prevedono soltanto multe fino a 100 mila euro


MILANO — Le cozze infettate dal virus dell'epatite o, peggio, dal vibrione del colera potrebbero «costare» solo una multa a chi le alleva, pesca e offre in vendita ai consumatori. Da 10mila a 80mila euro al massimo, una volta provata la buona o cattiva fede dell'«inquinatore». Nessun reato penale, nessuna sanzione come il carcere, previsto dalla legge 283 del 1962 attualmente in vigore. La depenalizzazione è inserita nel nuovo Codice della sicurezza alimentare predisposto dal Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti del ministero della Salute. La bozza del Codice (un decreto legislativo) è stata sottoposta all'esame delle Regioni e dovrà essere discussa al tavolo Stato-Regioni.
Verrebbero abrogate tutte le leggi in materia, accorpate e semplificate. Ma, sorpresa, al Capo VI, quello relativo alle sanzioni, sparisce l'azione penale. In soldoni niente più magistratura di mezzo, fatto salvo in caso di gravi intossicazioni o in caso di morte del malcapitato consumatore di cibo inquinato, adulterato, con un'etichetta non veritiera, e così via. Addio ai sequestri preventivi che scattano per ordine dei pm, come avvenuto nel caso di mucca pazza o delle acque minerali al cloroformio, del pane o della mortadella agli escrementi, dei tiramisù al botulino, del tè cinese al piombo o del miele agli antibiotici. E i famosi blitz dei carabinieri del Nas scatterebbero solo su richiesta di Asl o enti amministrativi.
Un alleggerimento per la magistratura? Senz'altro, ma anche un'arma in meno di prevenzione, perché la sanzione penale è un fortissimo deterrente. Un produttore di vino al metanolo non rischierebbe più il carcere ma una multa che, anche se alta (da mille a 100 mila euro in base al tipo d'illecito), potrebbe anche convenirgli rispetto al guadagno già fatto in modo fraudolento. E se ci scappa il morto? Allora subentra la magistratura (per reati come l'omicidio), ma una vittima non è certo prevenzione. Anzi è la prova di un fallimento nel campo della sicurezza alimentare. Senza contare che, senza informazione o sequestri, mentre si indaga di decessi potrebbero essercene altri.
Di che cosa si occupa la legge 283 destinata all'abrogazione? Solo nella prima metà del 2007, sono state oltre 150 le sentenze della Cassazione relative a reati contemplati proprio dalla 283. Ecco un drammatico elenco-esempio che riguarda reati da 283 commessi o finiti in giudicato negli ultimi 12 mesi: prodotti ayurvedici con troppo piombo o mercurio, tè cinese al piombo, miele agli antibiotici, bevande analcoliche ( soft drink) al benzene, acque minerali con cloroformio o con tetracloroetilene, molluschi e crostacei dell'Est «infetti», pesce fresco ricco di un parassita (anisakis) causa di gravi enterocoliti, animali allevati con ormoni, maiali alimentati con il cromo per renderne le carni più rosse (in apparenza più magre), salmone con additivi per renderlo più arancione, frutta e verdura ai pesticidi. Senza contare frodi come la vendita di prodotti surgelati spacciati per freschi o di cibi contenenti sostanze non indicate in etichetta, se non scaduti e riciclati.
Coinvolti nei reati produttori, importatori, venditori, ristoratori, mense e distributori. Soltanto sabato la procura di Torino ha aperto due inchieste: una su tonno fresco che presenta elevati tassi di istamina (potrebbe scatenarsi una crisi allergica anche in chi allergico non è), l'altra su 67 chili di pane fresco (sfornati da una panetteria di Torino) con escrementi di insetti e roditori.
Un'ultima annotazione: il punto 3 dell'articolo 64 del Capo VI del Codice punisce con una multa da 10mila a 100mila euro (la sanzione più alta prevista dal Codice) «chi comunica o diffonde anche a mezzo stampa informazioni suscettibili di creare panico o allarmismo tra i consumatori». Attenzione: non notizie false, ma solo suscettibili di creare allarmismo. Suona come un «bavaglio» all'informazione che, come è noto, è base della prevenzione e della capacità del consumatore di sapersi autotutelare.
Mario Pappagallo
16 luglio 2007 CORRIERE DELLA SERA

21.5.07

DANZA LENTA

Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole
allo svanire della notte?

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Hai mai detto a tuo figlio,
"lo faremo domani?"
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Hai mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi è finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao"?

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.

Quando corri così veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi
e corri tutto il giorno,
come un regalo mai aperto . . .
gettato via.

La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.

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QUESTA POESIA E' STATA SCRITTA DA UN' ADOLESCENTE CONDANNATA A MORIRE DI CANCRO IN UN OSPEDALE DI BOLOGNA.
NON NE CONOSCO IL NOME, MA LE PAROLE PARLANO DA SOLE E GIUNGONO DRITTE AL CUORE.
TORELLO

8.5.07

POLITICA E RELIGIONE: distinzione fra azione sociale dei cattolici e clericalismo aggressivo.

Il Partito Popolare Italiano che costituisce, secondo (lo storico) Chabod "l'avvenimento più notevole della storia italiana del XX secolo", si presentava ispirandosi ai "saldi principi del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell'Italia" ma non doveva qualificarsi su basi religiose. Doveva essere, cioè, per usare le parole di Sturzo: "aconfessionale". Rimane esempio alto di lucidità politica e di coerenza morale e religiosa la polemica, al congresso di Bologna del 1919, con Agostino Gemelli e Olgiati che lo avevano accusato di non porre la religione come elemento di differenziazione. Sturzo replica: "Non possiamo trasformarci da partito politico in ordinamento di Chiesa [...] né possiamo avvalorare della forza della Chiesa la nostra azione politica [...]. E' superfluo dire perché non ci siamo chiamati partito cattolico: i due termini sono antitetici: il Cattolicesimo è religione, è universalità, il partito è politica, è divisione [...]". E' il rifiuto delle opposte tentazioni del machiavellismo e del clericalismo, l'affermazione dell'autonomia e laicità della politica. Nell'articolo del 9 agosto 1959, all'indomani della scomparsa, Giovanni Spadolini, sul "Corriere della Sera", commemorava "il laico Sturzo" sempre fautore della laicità dei cattolici, della aconfessionalità del partito, della distinzione tra "azione cattolica e azione dei cattolici". Ecco l'autentica "rivoluzione" sturziana, il taglio netto tra clericalismo e cattolicesimo sociale, la rivendicazione perfino orgogliosa da parte di un sacerdote dell'autonomia dei cattolici nella società civile. Sul significato delle scelte di quel periodo Paolo Emilio Taviani, scrivendo di Luigi Sturzo nella storia d'Italia, alcuni decenni dopo, notava: "Fu il sì dato, con Don Sturzo, dal mondo cattolico a quel che di valido era nella tradizione liberale, che permise il superamento di un'antitesi ancor più grave di quella che travagliava i rapporti fra Chiesa e Stato in Italia: l'antitesi fra il cattolicesimo e i principi politici di libertà dell'età moderna".
Quanto precede dovrebbe chiarire i confini fra la libera azione politica di un partito ispirato ai principi di un credo religioso e la crescente intrusione della Chiesa (leggi anche Stato della Citta' del Vaticano) su tutto l'apparato politico dello Stato Italiano.
Torello Tortorelli

6.5.07

QUANDO PENSO...

Quando un pensiero m’illumina,
folgore improvvisa che balena da sogni vicini
o rubata a d’altrui parole,
vago cullato da musiche e sorrisi
e cerco quieti posti dove stare.
Allora sto attonito e odo solo echi:
nulla è distinto e l’universo si confonde.
Ascolto il passare del tempo
che rotola via come musica,
ritmo scadito da piccoli attimi,
come vivide e brevi scintille
che creano il sempre.

Torello Tortorelli – 6 Maggio 2007

2.5.07

SULLE POLEMICHE DI PIAZZA S. GIOVANNI (1° MAGGIO)

RIPORTO UNA PAGINA DEL SITO
www.osservatoriosullalegalita.org
L'argomento trattato coglie al volo la polemica seguita alle parole pronunciate in Piazza S. Giovanni a Roma da uno dei conduttori della manifestazione. Ecco il testo:

Vaticano e Rivera : terrorismo o paura della verita' ?
di Rita Guma
"E' terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore. E' vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile".
Ma dove sarebbe il terrorismo delle frasi di Andrea Rivera?
Leggiamole: "Il papa dice di non credere all'evoluzionismo, e ha ragione. La chiesa in duemila anni non si è evoluta affatto". Si tratta di un'opinione - criticabile quanto si vuole - ma non di terrorismo. Terrorismo sarebbe dire che la Chiesa e' pericolosa, e' portatrice di violenza e va sradicata, come viene fatto spesso e volentieri nei confronti dell'Islam senza alcuna reazione politica e mediatica. Qui si fa ironia, come su un amico un po' tocco che pero' tocco non lo e' affatto, ed infatti ha il massimo spazio su giornali e TG, quindi non e' neppure discriminazione verso i piu' deboli. Se fosse l'una o l'altra cosa lo condanneremmo anche noi.
Rivera ha poi aggiunto "non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali a Welby. Invece non è stato così per Pinochet, Franco e uno della banda della Magliana". Forse e' questa frase che fa paura? Fa paura che invece di essere scritta su qualche sito internet raggiungibile da pochi gatti o ripetuta al funerale di Welby con poche migliaia di persone sia stata gridata alla folla ed alla TV? Ma allora fa paura la verita'...
L'Osservatore romano accosta poi a questa vicenda "gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l'arcivescovo Angelo Bagnasco". Ma gli slogan contro Bagnasco - che sono vere minacce per le quali il prelato gode della tutela dei servizi di sicurezza dello Stato italiano e per cui le procure italiane hanno attivato inchieste ed il Capo dello Stato italiano espresso solidarieta' - non hanno il minimo nesso con la critica politica, e quindi mi sembra irresponsabile accostarle alle parole di Rivera, con l'effetto di criminalizzare l'artista (non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te..., no? soprattutto se si parla sempre solo in nome dell'amore verso il prossimo...).
Noto che non di rado i rappresentanti della CEI sono stati accreditati di poter dire la loro in materia politica in quanto vescovi italiani. Ma come italiani debbono allora accettare le critiche di altri italiani. E se loro parlano da palchi e in microfoni (spesso pagati da tutti i cittadini italiani, anche atei, ebrei e musulmani), perche' non accettano che altri commentino e parlino da palchi e microfoni? E' infatti troppo comodo dirsi di volta in volta rappresentante religioso o capo di Stato straniero o cittadino italiano che esprime come tale la sua opinione per potersi mettere sempre dalla parte della vittima o della ragione, avvalendosi al meglio anche delle leggi italiane in merito grazie a qualche zelante parlamentare pronto a presentare denuncia: un po' di coerenza, prima di fare la morale agli altri.
Inoltre, se la Chiesa ha la pretesa di intervenire nella politica italiana o si fa condizionare dalle ricadute politiche delle sue scelte, come nel caso Welby, si rende controparte di un dibattito politico e come tale deve accettare le critiche che la mettono di fronte alle sue contraddizioni. Insomma, qui si rivendica una immunita' larghissima e permanente per tutti i rappresentanti della Chiesa in qualsiasi circostanza e veste, e il tanto abusato riferimento alla pastorale non c'entra, perche' quella si fa sempre, e non in concomitanza con le scelte legislative di un dato Paese.
Infine - per senso delle proporzioni e per gravita' - se mossa dall'amore per l'uomo e per la vita come la dichiarazione del quotidiano vaticano rivendica - la pastorale dovrebbe avere come principale oggetto - ma non ce l'ha - i milioni di donne e bambini vittime di stupri, rapimenti, uccisioni ed altri abusi, nonche' i milioni di morti e straziati nel mondo per le guerre del petrolio, e non prevalentemente i Dico, l'aborto e l'eutanasia.
Ci farebbe piacere che la Chiesa cattolica, insieme alle altre confessioni, fosse parte della dialettica della societa', ma la dialettica implica argomenti a confronto e non dogmi imposti, dibattito e non flusso unilaterale di opinioni, senza contraddittorio, pena l'accusa di terrorismo, vilipendio, radicalismo, insana laicita' - o altre fantasiose accuse - a chi osa criticare.
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NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
Fine del testo.
Invito a riflettere almeno quanto ho riflettuto e sto riflettendo io....
Torello Tortorelli

27.4.07

SERGE LATOUCHE: IDEE NUOVE PER SALVARSI

Chi non lo conosce, puo' cliccare sul seguente link:
SERGE LATOUCHE, economista-sociologo-filosofo francese, attualmente insegna all'Universita' di Parigi. E' uno dei più vivaci avversari dell'occidentalizzazione del pianeta e della gloabalizzazione in genere. Il suo ragionamento si basa sullo scardinamento e sulla decostruzione del concetto (oggi universalmente adottato quasi "religiosamente" come un dogma) che le economie debbano basarsi ed essere "misurate" con la crescita del PIL. Ma la crescita di tale indice, a medio-lungo termine e' incompatibile con l'eco-sistema del nostro pianeta. Bisogna quindi "reinventare" il modo di assere terrestri, altrimenti ci troveremo a far parte di una "civiltà moribonda in un pianeta-ospedale", ove tutti sono malati.
Bisogna reinventare l'economia, dandole un'etica che trascenda e cancelli lo sfruttamento utilitaristico.
Chi vuole leggere di più, vada al link sopra riportato.
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8.4.07

BUONA PASQUA... SE IL MERCATO LO PERMETTE !

Riporto il testo di un recentissimo Post del Blog di Beppe Grillo.
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Il mercato
Il mercato è il nuovo riferimento ideologico dei nostri dipendenti (governanti n.d.r.).
Chiude un’azienda? E’ la legge del mercato. Qualche centinaio di famiglie viene messo in mezzo a un strada? E’ il mercato. Una società fondamentale per l’Italia come Telecom è depredata e venduta all’asta? E’ il mercato. Le Autostrade aumentano i pedaggi, non fanno i lavori stradali e distribuiscono i dividendi? E’ il mercato.
Nessuno può opporsi al mercato, sarebbe contro il liberismo, contro la Boninochefalaspesa, contro Prodidagliocchichiusi. Contro la Comunità Europea che è sempre dalla parte del mercato, mai dei cittadini. Il mercato è la nuova divinità da celebrare con la Santa Pasqua. Un santino della Findomestic o dello psiconano nel portafoglio. Un dio senza ‘competitor’. Se Cristo ha dovuto risorgere, il mercato non è mai morto.
Una discussione sull’acqua, sull’energia, sull’elettricità, sull’edilizia si spegne con la parola magica: mercato. Un'entità superiore che opera con regole sue, insondabili, ma giuste a priori, da non discutere. Vi ricordate gli applausi di Bertinotti e Fassino al tronchetto? Era il mercato. E tutti i fan di Coppola, Ricucci, Gnutti, Fiorani, Tanzi e Fazio della casa circondariale della libertà? Era il mercato. E l’indifferenza verso la condanna per bancarotta a Geronzi? E’ sempre il mercato. E la permanenza di Buora in Telecom dopo lo scandalo dello spionaggio? E’ ancora il mercato. Ma anche le intercettazioni erano (sono?) un mercato.
Se il mercato con le sue scatole cinesi, il suo capitalismo straccione, i conflitti di interessi, la sua totale mancanza di regole, decide delle nostre vite. Se questo è vero, ed è vero, i nostri dipendenti non servono a nulla. Si possono fare assumere direttamente dalle concessionarie statali, dalle industrie assistite, dalle holding dei vampiri moderni. O forse sono già assunti?
Il parlamento, giusto per specularci un po', si potrebbe quotare in borsa...
Postato da Beppe Grillo il 07.04.07 21:23 Economia
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Pensiamo, gente... pensiamo con un cervello senza anestesie !
Torello

7.4.07

IL LINK CONSIGLIATO ....

Consiglio agli amici che mi leggono di visitare questo sito/collegamento:

http://www.masadaweb.org/node/759

Argomento: Chi sono i nostri veri "padroni".
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BUONA PASQUA ?

Ieri, girovagando in Internet per IMPARARE qualcosa di nuovo e incontrare nuovi pensieri, mi sono imbattuto in una lettera di Doriana Goracci (v. il link http://ecumenici.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=308 ).
La lettera è pubblicata sul sito www.arcoiris.tv .
Il suo contenuto mi ha fatto pensare e voglio riportarla integralmente sul mio blog. Il tema è LA PASQUA e oggi, vigilia della festività in questione, mi pare una giornata adatta e opportuna per fare certe serie riflessioni. Da parte mia, vi confesso, ho pensato alla Pasqua e al suo profondo significato più leggendo questa lettera che ascoltando le stereotipate e lontane parole del Pontefice Benedetto XVI. Ecco il testo della lettera. E che lo Stato del Vaticano mi perdoni...
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06/04/2007 10:29:06 - 109 Letture
VIVA LA PACE ABBASSO LA GUERRA
Pasqua alta, bassa, Buona Pasqua: e chi mai augura una Pasqua cattiva?
Sarà comunque una Pasqua cattiva per chi non dà libertà ai popoli, per chi uccide, opprime e sopprime in nome della democrazia e della fede, per chi traffica con le parole e le armi anche se stringe tra identi, al posto del coltello, un ramoscello d'ulivo. Per chi predica bene e razzola male.
Non "risorge" niente domenica 8: la speranza e la forza vanno avanti da sole senza la beffa di una sorpresa che non arriva mai, se non acquistata con un uovo. Noi donne cominciamo di solito a preparare e a fare "la spesa" per le feste con o senza menù all'agnello. Si fanno le pulizie, a Pasqua: cosi mi hanno insegnato da bambina. E' sano far entrare il messaggio della primavera e pulire le menzogne che appestano l'aria: che sia non ingannevole e falsa questa stagione, che non ci siano grandinate che amazzano i raccolti, che non ci siano massacri e violenze che non rispettano giorni festivi e feriali...
La parola Pasqua significa passaggio: per gli Ebrei è il passaggio dalla schiavitù alla libertà mentre per i cristiani dalla morte fisica e spirituale alla nuova Vita Eterna.
Camminando o seduti vi invito a non aspettarvi sorprese da questo "passaggio", perchè la pace e la libertà non si comprano e non risorgono per spirito santo. Come dice il pulcino in viaggio dall'Uovo di Pasqua di Gianni Rodari: "Viva la pace, abbasso la guerra".
Doriana Goracci
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BUONA PASQUA, AMICI !
Anzi, .... BUONA PASQUA ?
Torello

3.4.07

DIO E' PRIGIONIERO

Ce ne siamo impossessati dandogli un aspetto umano. L'abbiamo costretto fra le pagine delle scritture, l'abbiamo confinato nei dogmi e nelle teologie delle religioni, imprigionato in templi, chiese, moschee e sinagoghe. L'abbiamo trasformato in un essere da temere e comunque l'abbiamo collocato fuori di noi, spesso così lontano da ignorarlo come un assente.
Io percepisco Dio principalmente in me stesso, attraverso il mio pensiero. Sento un' intima coincidenza fra Lui e il mio esistere libero, il mio povero intelletto adeguato a questa natura umana.
Io oso liberamente immaginare una vita infinita, oltre il transito della morte. Semplicemente e meravigliosamente VITA nella forma più bella e universale, senza paradisi né inferni, evoluzione di un esistere scandito, di crisalide in crisalide, da eterni e divini istanti.
Se ciò non fosse, sarebbe comunque una vittoria del mio pensiero l'avere liberamente immaginato qualcosa di così bello da sembrare divino.
Io non tengo Dio in prigione. Libero mi ha fatto. Io libertà gli rendo. La divina luce della libertà illumina la mia strada, unica lanterna che rischiara l'oscura e misteriosa angoscia che imbeve la mia carne e le mie ossa.
(Torello, 03 Aprile 2007)

16.3.07

LA PACE DEL CUORE

La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.
(Mahatma Gandhi)

IGNORANTI SI NASCE, STUPIDI SI DIVENTA

Gli uomini nascono ignoranti, non stupidi.
La stupidità è il risultato dell'educazione e della cosiddetta cultura.
(Bertrand Russel)

15.3.07

UNA VITA DA... CRICETO


Oggi mi sono fermato davanti alla vetrina di un negozio di animali.
C’era un simpatico criceto tutto bianco che correva affannosamente dentro la sua ruota. Correva. Mi sono chiesto quale sia stata la ragione che lo spingeva a darsi tanto da fare per restare sempre lì. Forse sentiva il bisogno di muoversi e correre per illudersi di non essere prigioniero in quella gabbia angusta.
Quanti di noi, persone attivissime ed efficienti, vivono una vita da criceto ?
Quante persone sono prigioniere di sogni, illusioni, pensieri affannosi, orizzonti sempre più lontani che però ci fanno correre dentro la ruota di una inconsapevole esistenza ?

13.3.07

IL PENSIERO LIBERO

Il Pensiero è la massima espressione dell'esistere. Non può essere imprigionato da nessun dogma nè offuscato da qualsivoglia intermediazione fra l'individuo e il suo universo (esterno e interno).
Un pensiero libero, consapevole dei propri poteri e dei propri limiti, sempre aperto all'apprendimento è uno dei pochi sostegni che possono essere utilizzati lungo il cammino evolutivo dello spirito.
Il cammino spirituale non è una fuga dalle vicende giornaliere e terrene, bensì un viaggio nella profondità del proprio agire consapevole e responsabile.
Imparare, pensare, scegliere e agire consapevolmente sono i passi principali di questo viaggio.
Scegliere inconsapevolmente è una "reazione" al mondo.
Scegliere consapevolmente è una "azione", una risposta al mondo.

SCIENZA E ARTE

La scienza non crea, trova.
L'arte non trova, crea.

SERENITA' E PACE

La serenità e la pace non vanno da chi ne parla, ne legge, ne medita.
Esse volano incontro a chi ne conquista il merito con un agire consapevole e responsabile.

1.3.07

La storia è scritta dai vincitori.

"Se le leggi Norimberga fossero attuate ancora oggi, ogni presidente americano del dopo guerra sarebbe stato impiccato."
(Noam Chomsky)
Per sapere di più su questo libero pensatore, clicca su questo link:
http://www.tmcrew.org/archiviochomsky/

17.2.07

Memorie... la poesia del tempo.

MEMORIE

Con quali occhi la memoria vede ?
Con quali ali vola e mi porta ?
Ecco… una lontana primavera
mi spinge sotto il mandorlo,
dove bambinetto parlavo alle formiche.
L’orecchio s’alza verso il saluto
della tortora innamorata.
Poi brevi passi verso il cipresso,
strenuo soldato glorificato
dalla veloce cicatrice del fulmine.
Dal suo verde fitto
saettano i passeri frettolosi.
Sotto un sasso antico
riposa l’immemore lombrico
che cerca nuovo rifugio
nel buio fresco della sua cara terra.
Nella tiepida stalla
il vitellino affamato tira la funicella
verso la mansueta vacca bianca.
Con quali vascelli si può navigare il tempo ?
Quale luce riaccende
albe e tramonti ormai vissuti ?
Con quale nuovo esistere
quel gatto salta sulla lucertola,
fra la camomilla dell’aia solatìa ?
Quali inesausti echi mi portano
i rintocchi di un mezzogiorno lontano ?
Subito dopo, nel presente che fugge,
colgo la vertigine
di un quando ormai naufrago,
prigioniero della memoria.

(Torello, 17 Febbraio 2007)

15.1.07

LA VITA INSEGNA ....

Io ho imparato che…
L’esistenza in questo mondo comincia con il pianto primigenio, provocato dal dolore, dall’insicurezza, dall’angoscia del vivere.
Questa vita sarà proficua e ricca di insegnamenti solo se troverai il modo di lenire, superare e capire questa angoscia costruendo così la tua serenità. Ti può essere concesso di raggiungere la serenità, ma mai la certezza.
La certezza è la madre dell’illusione. Illudersi significa credere al falso e una falsa fede genera solo delusioni. E’ meglio credere nell’incredibile che nei dogmi. I dogmi imprigionano la tua libertà e ti fanno cadere nel baratro delle false certezze. I dogmi sono sempre falsi appigli e solo apparentemente svelano il mistero. Sono come blocchi di ghiaccio galleggianti; prima o poi saranno distrutti dalla razionalità. I dogmi sono vani castelli che l’uomo costruisce per arroccarvisi e difendersi dall’ineluttabile mistero, ma finiscono per divenire le prigioni della sua mente.
Il mistero ci circonda e ci protegge. Se l’uomo potesse squarciare tutti i veli che lo separano dalla verità ultima, sarebbe distrutto nel suo essere e nella sua natura.
La razionale e consapevole accettazione del mistero rende all’uomo la sua giusta dimensione in questa forma di vita e lo colloca nei limitati confini del suo naturale essere.
La paura può essere vinta solo con la conoscenza e questa si ottiene con la comunicazione diretta (senza alcun intermediario) con il prossimo, con la natura (mondo immanente) e con la forza creativa che tutto pervade (mondo trascendente).
La conoscenza, figlia della curiosità e del dubbio, è sorella gemella del libero pensiero; crescono e si rafforzano sempre insieme.
Libertà e conoscenza generano consapevolezza di sé, tolleranza, solidarietà, giustizia e amore.
L’agire libero e consapevole porta la pace nel cuore.
Il senso del dovere è buono, ma è ancora il grado più basso della schiavitù perché ci spinge ad agire ubbidendo a pulsioni esterne a noi, apprese e ancora non del tutto interiorizzate.
L’azione appagante nasce dal volere.
La volontà vola alta con le ali della libertà e della consapevolezza e riesce a trasformare il pianto primigenio in un sereno sorriso al mondo.
Che la vita ti insegni a sorridere.
Nella luce del sorriso è racchiusa ogni saggezza.
Vale vivere una vita per imparare la serenità del sorridere.
Vale vivere una vita per conoscere la libertà di pensare.
Ho nella mia mente la mia libera visione del mio mondo, senza l’ illusoria pretesa di essere nel giusto e nel vero. Ma in tal modo credo di avere assolto nel modo più pieno la mia missione di uomo su questa terra. Auguro a tutti i miei simili di poter percorrere con altrettanta proficuità il loro personale cammino lungo il singolare sentiero della loro vita, la più immensa, incredibile, avvincente, meravigliosa, irripetibile avventura.
…………………..
Rileggo le mie parole….. sorrido e dal mio profondo affiora una sensazione ormai consueta e rassicurante che si concretizza e prende forma in un pensiero, in una parola che lascia aperta ogni porta, ogni soluzione, ogni possibilita’ di cambiamento:

… f o r s e.

Mi sento libero, oggetto e soggetto di ogni evento, goccia d’acqua trasparente, informe e multiforme, amica dell’universalità, pronta al tutto.

15 GENNAIO 2007

11.1.07

Riflessione: La Chiesa ama o amministra ?

Ecco una articoletto su cui riflettere:


VOI CHE AMATE TUTTI SENZA AMARE NESSUNO
di Riccardo Zoggia

Ci succede a volte di vergognarci profondamente di essere cattolici praticanti ai nostri giorni. Abbiamo sempre creduto ad una Chiesa misericordiosa, ad immagine del suo Signore, e non ad una Chiesa pronta a negare la celebrazione eucaristica ad una persona, il Sig. Welby, che ormai riteniamo si trovi nelle braccia del Padre. I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie, dice il Signore Dio; Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, dice Gesù, Signore della storia e anche di questa Chiesa. Il Padre, anche se abbandonato e tradito, aspetta sempre a braccia aperte il figlio che ritorna. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che imponete pesi sulle spalle della gente, e voi non li toccate neanche con un dito: che ne sapete voi, Fisichella, Ruini, e tutta la banda di cosiddetti "pastori", vili e impauriti, arroccati nei principi, che ne sapete voi di cosa significa "soffrire"? Voi che vivete paludati di bisso e di porpora, che parlate linguaggi vuoti, che amate tutti senza amare nessuno e soprattutto senza sporcarvi le mani? Misericordia io voglio e non sacrifici, dice il nostro Dio! Certo, misericordia anche nei vostri confronti, ma non possiamo esimerci dal dirvi: vergognatevi, e se avete un po' di pudore smettetela di auto-dichiararvi "portavoce" del nostro Dio!

(dal sito www.adistaonline.it - fatti e avvenimenti dal mondo cattolico)

19.11.05

Qualche dubbio sulla democrazia della... maggioranza

Dieci persone si trovavano in una stanza fortemente e eccessivamante illuminata.
Sei di esse erano dotate di occhiali scuri, mentre le altre quattro non avevano protezioni per la vista.
Effettivamente la luce era eccessiva e disturbava la normale visione delle cose che erano nell’ambiente. Una delle persone senza occhiali scuri chiese agli altri di poter spegnere alcune lampade.
Ci fu un incrocio di voci alquanto scomposto e contraddottorio: alcuni dicevano che era opportuno abbassare la luce, altri no.
Allora fu deciso di applicare le regole della DEMOCRAZIA e di ricorrere ad una regolare votazione.
Ovviamente i sei che avevano gli occhiali votarono per il NO.
Gli altri quattro per il SI’.
Le luci eccessive rimasero accese.
I quattro sprovvisti di occhiali continuarono a sopportare e a soffrire.

Ora è ovvio che la MINORANZA era nel giusto. Per ottenere il confort ottimale “collettivo” sarebbe bastato
1) abbassare le luci
2) togliere gli occhiali scuri a chi li aveva.

Questo chiaro aneddoto fa sorgere in me forti dubbi sul famoso detto:
“LA MAGGIORANZA HA SEMPRE RAGIONE”.
Il guaio è che nella nostra società quasi sempre (e purtroppo) LA MAGGIORANZA VINCE e la saggezza (troppo difficile da condividere) è negletta.

29.10.05

QUESTA E' GIULIA !

La mia "Dondolina" - secondogenita dai capelli rossi. Posted by Picasa

28.10.05

ETERNO ISTANTE

Vorrei che nella mia mente
dilagasse il presente,
che l’affanno del futuro
e l’assalto del passato
si frangessero dolcemente
sulla quieta spiaggia
di un pensiero pensato.

Senza velocità e senza ardire
il grande tempo diventi attimo,
il vasto spazio riempia un cuore.
Con stupore e nuova ebbrezza,
con leggera e fragile consapevolezza
la mia vita diventi un eterno istante.

IMBRUNIRE

S’alzano i voli dei pipistrelli
nel caldo scurire del cielo.
Uccelli canori sfrecciano
lungo consuete traiettorie
e cercano l’usueto riparo.
La fatica del giorno s’allenta
e gli occhi indugiano in alto...
Dalla paura antica nascono pensieri
per accogliere il buio che viene.
“Io – mi sussurra la tenebra
dallo stormir delle foglie –
t’accompagno quieta,
senza la confusione delle ombre.
Fidati e abbandonati a me…”
Mi abbandono all’imbrunire.
E s’accende la prima stella…